La massa critica - Perchè usare il Volume Profile

Aggiornamento: 28 apr

Il mondo del trading è caratterizzato da un numero di decisioni enorme che si basa, ovviamente, sulla reazione che “la maggioranza” o semplicemente il singolo trader ha relativamente ad un evento. Per evento intendo accadimento politico, economico, naturale che in qualche modo hanno influenzato o potrebbero influenzare il mercato.



Il compito del trader è trarre vantaggio dalle informazioni che riesce ad estrapolare da tutto ciò che può influenzare il mercato.

Quindi se una “massa critica” di trader si sposta in una direzione è corretto comprenderne il motivo e capire come questo può aiutarci nella nostra operatività.


 

Il Volume Profile è un detective


Sulla piattaforma Trading View esiste lo strumento Volume Profile che permette di evidenziare informazioni veramente utili sul grafico. L’indicatore “volume” ha un altro scopo e non è sempre attendibile perché si riferisce quasi sempre al broker e non al mercato globale.


Il Volume Profile ha un approccio completamente diverso e mette in risalto dei prezzi che hanno generato più “mercato” di altri.

Come possiamo vedere nel grafico, selezionando un range temporale con questo indicatore, esso evidenzia quali sono stati i volumi in gioco a differenti prezzi. In particolare, mette in risalto il cosiddetto Punto di Controllo (POC), il prezzo che ha messo in gioco il volume più grande. Come e perché questa informazione può aiutarci?



Semplicemente, evidenzia un prezzo che può generare supporto o resistenza. La maggior parte delle volte è abbastanza evidente il prezzo che può generare supporto o resistenza, ma talvolta, il numero di prezzi “sensibili” nel contesto è alto. Questo ci obbliga all’utilizzo di uno strumento che possa scremare i prezzi meno significativi: il Volume Profile è sicuramente uno di questi.


 

Distorcere la realtà per adattarla all’ipotesi


Il più grande errore che viene fatto da chi fa analisi tecnica è distorcere i fatti per adattarli all’idea che abbiamo in testa.

Il paletto più importante sono proprio i fatti e la realtà. Prendere consapevolezza di ciò che sta accadendo ci permette di avere numerosi punti di vista. Ci permette inoltre di cercare il modo per avere il maggior numero di informazioni che forniscono il vantaggio statistico necessario. Molti trader sono talmente convinti di un’idea che finiscono per distorcere quello che osservano per creare un vantaggio statistico completamente assente. Quindi osservare quello che “la maggioranza” fa’ permette di rimettere i piedi sulla Terra ed avere un punto di partenza concreto e non inventato.


Dopodiché il trader può mettere in discussione la scelta della “maggioranza” ma non può mettere in discussione il motivo scatenante.

 

Reazione non è necessariamente stupidità


Come ho spiegato poco fa, ogni accadimento genera una reazione e questo non è detto che sia sbagliato. Se, ad esempio, vediamo cadere un vaso di fiori da un terrazzo è corretto reagire togliendosi dalla traiettoria, ma…



Se la persona si fa prendere dal panico ed in modo compulsivo e poco ragionato si toglie dalla traiettoria non accorgendosi che sta passando una macchina potrebbe essere investito. Oppure, si toglie dalla traiettoria ma non abbastanza e viene investito da alcune schegge ferendosi.


In sostanza la reazione è buona solamente se viene trattata come azione e soluzione e non come “reazione compulsiva”.

A questo proposito, quando parliamo di trading, un impulso rialzista o ribassista, un ritracciamento, un pattern di inversione, possono essere utili indizi da utilizzare come la “scelta della maggioranza”. A questo punto ci deve essere un’analisi puntuale e dettagliata che permette di scovare il reale vantaggio statistico che genera le fondamenta dell’operazione. Sicuramente vi sarete imbattuti in situazioni dove il contesto analizzato era ricco di supporti e resistenze, di accumuli, di pattern. Questa situazione può portare a tre scelte:


  • Operare scegliendo in base a delle sensazioni

  • Non operare affatto

  • Utilizzare un aiuto che faccia un minimo di pulizia



Posto il fatto che, in mancanza di competenza e/o di informazioni, solitamente è da seguire il secondo punto pianificando una corretta formazione, chiaramente il terzo punto è un’ottima soluzione. Questo perché, il trading non è una scommessa o un tentativo ma si basa sullo studio e la tecnica quindi senza informazioni è sempre sbagliato operare. Il primo punto esiste solo per gli scommettitori e non per chi segue il trading come business. Un buon approccio con gli indicatori ed in particolare con il Volume Profile permette di fare una grande pulizia e non solo.


Permette di evidenziare anche prezzi secondari che potrebbero generare effetti sul mercato durante l’operazione.

Questo permette di seguire le nostre operazioni con più controllo evidenziando quando porre maggior attenzione e quando lasciar correre.


Ancora una volta ho cercato di enfatizzare l’importanza dello studio ma anche dell’analisi oggettiva del nostro operato.

Essere obiettivi, ponderati e pianificando in maniera attenta la nostra operatività è il primo passo e forse il solo che possa realmente portarci al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

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