Un conflitto operativo - Conseguenze economiche di una guerra

Aggiornamento: 29 apr

Mai avrei pensato di vivere una situazione del genere che, per giunta, non indica assolutamente una conclusione in tempi brevi senza ripercussioni. Due anni di pandemia con restrizioni e tutto quello che a livello europeo e mondiale stiamo ancora vivendo e adesso si aggiunge una guerra cha ha già in atto dei risvolti economici e politici di difficile gestione.


Nuove realtà, nuovi meccanismi e logiche interesseranno tutti noi e dovremo imparare a conviverci cambiando routine e priorità.

In queste ore è in atto una guerra che per noi "mortali" non ha alcun senso, ma ci sono interessi economici e politici enormi che hanno già generato effetti. Nella mail di lunedì sull’analisi fondamentale avevo anticipato la possibile chiusura del "Nord Stream 2", conduttura tedesca di gas naturale che doveva raddoppiare la fornitura dalla Russia passando dall’Ucraina. E’ avvenuto! Ma adesso? Per noi rimane ancora la "vigile attesa"?



Purtroppo, da un punto di vista bellico non possiamo fare qualcosa, ma in questa mail parliamo di trading e dobbiamo capire che cosa comporta questa situazione per un trader. Innanzitutto, dobbiamo accettare il "conflitto operativo" che molti trader hanno in questo momento; è normale il timore di crolli, alcuni dei quali come gli indici, sono già avvenuti. Dopodiché dobbiamo riprendere a fare quello che facciamo sempre e cioè estrapolare informazioni. Esse possono generare un vantaggio statistico, se non profittevole, quantomeno che non ci faccia perdere denaro. Non possiamo pretendere di trovare una cassaforte dove rinchiuderci senza vivere il momento tutelando i nostri risparmi.


Ma possiamo fare la cosa più logica: cavalcare l’onda di mercato senza essere travolti.

 

Le opportunità sono dove c’è movimento


Il fatto che ci possano essere degli scossoni in questi giorni è naturale, ma a mio avviso, se non ci sono ulteriori colpi di scena oltre al tragico epilogo ucraino, questi scossoni sono il nostro vantaggio operativo. In questi due anni di pandemia è successo di tutto, ma le persone con il tempo tendono ad abituarsi ad una situazione adattandosi.


Il mercato fa la stessa cosa; quindi, i movimenti hanno comunque generato opportunità.

La situazione attuale non è da meno. Lo scossone azionario era inevitabile, ma il movimento interessante può nascere al momento che tenderà a ristabilizzarsi.


Un’operatività legata alle opzioni apre le porte ad un mondo di strategie da mettere in atto.


Stessa cosa per le monete digitali che hanno già avuto uno scossone ma, come nel caso del Bitcoin, la volatilità attuale è molto bassa ed è in atto una lateralizzazione che potrebbe essere sfruttata. L’oro ha toccato i 1972 ma poi è rientrato sul massimo precedente a 1912 e potremmo aspettarci una tendenza ribassista nei prossimi giorni facendo rientrare la situazione.


Ricordiamoci che tutto ciò che si muove, in qualsiasi direzione può nascondere delle possibilità.

Il giusto approccio è cercare di capire come il movimento può essere sfruttato. A mio avviso ci sarà una stretta sulle politiche monetarie, ma è abbastanza normale e comprensibile. Le sanzioni che l’occidente vuole infliggere alla Russia sono, dal mio modesto parere, solo dei proclami sensazionalistici per impressionare noi, ma non credo che spaventino la Russia. La Cina, come più volte abbiamo potuto constatare, appoggia la Russia che comunque ha notevoli riserve di oro, estrae grandi quantità di petrolio e produce gas naturale dal quale siamo dipesi per anni. Questo ci fa pensare che non avremo dei grandi crolli o impulsi, se non ci saranno novità ma una progressiva stabilizzazione della situazione con dei nuovi equilibri.


 

Allerta non significa panico


In parole povere dove dobbiamo posizionarci adesso?


Come possiamo portare avanti il nostro business del trading continuando a trarre vantaggio dal mercato?

Ma soprattutto come possiamo ipotizzare degli scenari coerenti con la situazione attuale senza prendere qualche "batosta" inaspettata?



Il panico è l’esatto contrario di un’operatività che deve perseguire un obiettivo.

Il controllo operativo di questo periodo prevede di essere in allerta, di definire degli stop-loss più conservativi ed attuare un rischio più basso.


Questo non perché c’è la guerra in atto, ma perché è il mercato che lo suggerisce.

Ci sono alcuni asset finanziari sui quali si registra maggior volatilità ed imprevedibilità. Se su questi non si evidenziano opportunità si lasciano perdere, altrimenti si opera in modo attento e conservativo. Se una strategia come il trading a breve termine risulta troppo rischiosa e poco profittevole è giusto valutare altre strategie o addirittura altri strumenti come le opzioni che sfruttano anche il variare della volatilità e non solo il prezzo. Panico significa essere travolti ed andare dove porta il vento e la marea.


Allerta significa essere attenti a quale onda cavalcare sfruttando tutti gli strumenti a disposizione ed acquisendone di nuovi.

Lo stato attuale delle cose ci suggerisce che la guerra è solo un altro tassello di questo periodo ed è corretto adattarci e comprendere che cos’è cambiato e che cosa potrebbe cambiare.


 

Adesso massima curvatura


Adesso è il momento di dare il massimo possibile, il che non significa di "mettere" operazioni a caso.


Significa mettere in atto tutto ciò che abbiamo studiato e tirare fuori il maggior numero di informazioni.

La capacità di scegliere le operazioni giuste scartando quelle potenzialmente pericolose non è mai stato più importante come in questo periodo.



Ma il lato positivo è che quelle giuste possono dare dei risultati senza precedenti. Quindi, operativamente parlando, quale è la cosa giusta da fare? A mio avviso c’è una serie di cose da fare. Sfruttare lo strumento delle opzioni per lavorare in situazioni laterali e di attesa di impulso e ad esempio attuare strategie non direzionali come short iron condor, straddle o strangle. Sullo spread trading non ci sono particolari cambiamenti nel senso che seguirei solo le stagionalità che sono veramente attendibili con forti correlazioni con le medie e con un forte back-test. Opererei sempre con stop-loss macchina per prevenire oscillazioni importanti di prezzo. Eviterei o quanto meno farei molta attenzione alle materie prime come natural gas e grano che potrebbero risentire della situazione. Nel FOREX ho poca fiducia in questo momento ma operativamente parlando eviterei, nel caso di strategie legate al trading di breve termine, coppie valutarie con ombre eccessive e grande volatilità. Cercherei comunque conferme nei vari time-frame. Farei particolare attenzione operando con cross contenenti Euro o Dollaro perché le scelte dei prossimi giorni potrebbero generare ulteriori scossoni. Sull’azionario attuerei una sorta di "vigile attesa" cercando operatività con lo strumento delle opzioni e magari, come spiegato sopra, attuerei strategie non direzionali.


Le operazioni a rischio illimitato le chiuderei immediatamente mentre le operazioni a rischio limitato le lascerei.
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