Il mondo finaziario è sensibile - Affidabilità supporti e resistenze

Aggiornamento: 29 apr

Oggi scherzo un po’ sui termini usati, ma c’è il lato comico anche nel trading ed il titolo mette in risalto un aspetto estremamente importante quando analizziamo un asset. Sto parlando dei prezzi chiamati “sensibili” e cioè quei prezzi che vengono, per così dire, sentiti dal mercato per quel dato asset tanto da generare uno stop più o meno marcato. Come possiamo vedere nel grafico il prezzo ha generato un piano orizzontale identificabile con un valore ben preciso sul quale l’asset ha rimbalzato più volte.


Questi tipi di prezzi sensibili possono esserlo storicamente oppure nel contesto attuale dovuto ad una situazione economica o politica.


Resta il fatto che questo genera un blocco temporaneo o un vero e proprio rimbalzo. A noi interessa? Certo ma lo vedremo più avanti. Analizzando un asset non possiamo limitarci ad osservare il momentum e ipotizzare il futuro come fossimo una chiromante, è utile comprendere il contesto e capire l’importanza di un determinato prezzo sensibile nel contesto attuale. Questo significa che quando evidenzio un piano relativo ad uno di questi prezzi devo cercare di valutare quanto esso sia determinante sul movimento del prezzo. E con questo intendo capire se il prezzo è:


  • un supporto ma non una resistenza

  • una resistenza ma non un supporto

  • sia supporto che resistenza

  • storicamente importante o solo nel contesto attuale

  • poco importante per l’impulso attuale del prezzo


Adesso analizziamo ognuno di questi aspetti. Può succedere che un prezzo possa non far resistenza ad un impulso rialzista ma essere un valido supporto per un prezzo che viene dall’alto bloccando l’ulteriore discesa. Al contrario può succedere che un prezzo non blocca un movimento ribassista e fare da resistenza ad un prezzo in salita. Può anche succedere che il prezzo sia un valido supporto e resistenza, quindi, blocca in ogni caso il prezzo quindi sappiamo che ogni volta che vi si avvicina possiamo cercare un segnale operativo se il contesto è valido.


Questo ci permette di ipotizzare degli scenari futuri abbastanza coerenti individuando momenti in cui ricercare un segnale interessante.

I supporti e le resistenze non causano sempre delle interazioni con l’andamento del prezzo dell’asset in esame. Altresì capita che il movimento non tiene conto di tale prezzo in un determinato momento storico e lo passa come se non esistesse.



Questo accade perché esso può essere importante non a livello storico ma solo in un determinato contesto e range temporale o, al contrario, il prezzo è storicamente importante ma non lo è in questo momento per motivi esterni da valutare caso per caso.


 

Blocchi variabili


Fino ad ora abbiamo parlato di supporti e resistenze a prezzo fisso, in sostanza delle rette orizzontali che caratterizzano un prezzo e identificano un piano di appoggio. Ma avrete sicuramente notato che alle volte esistono dei piani di appoggio (supporti) o tetti insormontabili (resistenze) che non sono orizzontali ma seguono un trend rialzista o ribassista. Questa sorta di piani di prezzo “dinamici” non differiscono in alcun modo dai precedenti da un punto di vista di comportamento, ma la complicazione sostanziale esiste. Infatti, questi piani non sono ovviamente prezzi storici, ma sono riconducibili solo al contesto in cui si creano evidenziando dei riferimenti in un lasso temporale ben preciso.


 

Come le resistenze ed i supporti possono aiutarci


L’aspetto più difficoltoso relativo all’analisi tecnica è proprio avere dei riferimenti sul grafico dove ricercare segnali.



Chiaramente dipende sempre dalla strategia adottata, ma avere dei riferimenti come supporti e resistenze è come avere una bussola nel deserto o in mezzo alla neve con la nebbia. Abbiamo cioè delle aree del grafico dove posso ricercare dei segnali operativi, ma in che modo? Ecco a questo punto ci sono una serie di aspetti da considerare. Capita che una resistenza viene rotta da un prezzo che sale poi il prezzo torna indietro e si appoggia sulla stessa resistenza trasformandola in supporto. Qui è dove cerchiamo il segnale rialzista che alcune strategie utilizzano come segnale di ingresso bullish. Al contrario capita che il prezzo scende e rompe un supporto dopodiché risale e trasforma il supporto in resistenza ed è li che cerchiamo un segnale bearish per l’ingresso a mercato.


Voglio chiarire che questo tipo di operatività dipende assolutamente dalla strategia usata, ma indipendentemente da essa, identificare queste trasformazioni da comunque delle indicazioni importanti.

Un altro caso molto interessante è quello che possiamo trovare in un canale rialzista e cioè un vero e proprio canale con un supporto ed una resistenza che seguono un trend rialzista.


Il prezzo tende ad oscillare entro i limiti di questo canale per un lasso di tempo assolutamente variabile.

Ad un certo punto il prezzo rompe uno dei due blocchi trasformandolo nel complementare, e cioè trasforma il supporto in resistenza oppure la resistenza in supporto come spiegato poco fa.



Spesso questo tipo di segnale viene utilizzato per entrare a mercato con ottimi risultati; chiaramente dobbiamo sempre valutare caso per caso.


Quindi la rottura di un riferimento, in sostanza genera nuovi riferimenti che aiutano il trader ad ipotizzare una serie di scenari coerenti con la situazione attuale e permette al trader di prepararsi ai vari casi.

Quindi i supporti e le resistenze sono delle chiavi di lettura che, con l’esperienza vengono affiancate da altre informazioni, indicatori e segnali che aiutano ad individuare gli scenari più probabili aumentando il vantaggio statistico necessario ad ogni trader.


In poche parole, sfruttiamo al meglio quello che abbiamo ed aumentiamo costantemente il bagaglio di strumenti da poter utilizzare.
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